Le sfide che le aziende svizzere devono affrontare nel campo della cybersicurezza
Nel 2025, le aziende e le autorità svizzere hanno segnalato circa 65.000 incidenti informatici all’Ufficio federale della cibersicurezza (B2B Cyber Security). Allo stesso tempo, più di un’azienda svizzera su dieci ha dovuto rinunciare a misure di sicurezza pianificate, non per mancanza di tecnologia, ma per insufficienza di budget (swisscybersecurity.net). Il vero problema è un altro: le organizzazioni acquistano strumenti, colmano lacune e consumano budget, ma la loro postura di sicurezza migliora comunque solo marginalmente. Ciò che manca sono strategia e struttura.
Secondo il BACS, da aprile 2025 a febbraio 2026 sono stati registrati 260 attacchi contro infrastrutture critiche. Dopo un incidente di questo tipo, le aziende coinvolte spesso iniziano la ricerca di nuovi prodotti: viene valutato, acquistato e introdotto un nuovo strumento che si aggiunge a un ambiente già composto da decine di decisioni isolate prese nel tempo. Il risultato non è un vero concetto di protezione, bensì un mosaico frammentato: molti strumenti, poca integrazione e un impatto complessivo limitato.
Il problema di fondo non è quindi la mancanza di tecnologia. È l’assenza di una strategia chiara che definisca cosa debba essere realmente protetto, quale livello di protezione si intenda raggiungere e come le misure debbano essere priorizzate e armonizzate con le risorse disponibili.
La struttura crea valore
Una strategia di sicurezza definisce in modo concreto quali sistemi e dati richiedono il livello di protezione più elevato, quali vulnerabilità sono presenti e in quale ordine devono essere implementate le misure di sicurezza, tenendo conto del budget e delle risorse disponibili.
Questo allineamento è fondamentale: non è la misura più ampia o costosa a generare il maggiore beneficio in termini di sicurezza, ma quella giusta al momento giusto. Chi salta questa fase e passa direttamente all’architettura e all’implementazione perde il quadro d’insieme. Gli audit di sicurezza forniscono risultati e constatazioni, ma non il contesto strategico necessario. Vengono così adottate misure isolate, molti rischi rimangono irrisolti e le risorse vengono disperse perché manca una base solida. Sono essenziali tre livelli chiaramente distinti:
- Strategia: cosa deve essere protetto? Quale livello di protezione si vuole raggiungere? Quali rischi sono accettabili? Scopri di più qui.
- Architettura: come vengono progettati i livelli di difesa e strutturati i sistemi? Scopri di più qui.
- Design: quali misure concrete devono essere implementate, dove e in che modo? Scopri di più qui.
Solo quando questi tre livelli sono correttamente allineati tra loro nasce un sistema di sicurezza efficace, in grado di funzionare nella pratica quotidiana e di garantire alle aziende la capacità di agire anche in situazioni critiche.
Come le aziende possono proteggere in modo strutturato i workload di IA e mantenere il controllo sui nuovi rischi è illustrato nell’AI Security Playbook di Axians per CIO e CISO svizzeri.
L’IA aumenta la pressione ad agire
Questa esigenza di chiarezza strategica diventa ancora più urgente con l’adozione dell’intelligenza artificiale. L’IA è ormai una realtà nelle aziende svizzere: viene utilizzata come assistente, strumento di analisi e componente dei processi automatizzati. Ciò comporta la creazione di nuovi flussi di dati, nuove dipendenze e nuove superfici di attacco che i modelli di sicurezza tradizionali coprono solo parzialmente.
Le aziende che introducono workload di IA senza sapere quali dati vengono trattati, dove vengono trasferiti, chi vi ha accesso e chi è responsabile in caso di errore creano rischi strutturali, indipendentemente dalla solidità del resto dell’architettura di sicurezza. La sicurezza dell’IA non è quindi una disciplina separata. È la naturale estensione di una strategia di sicurezza ben concepita: governance, trasparenza e responsabilità chiaramente definite sono importanti per i sistemi di IA tanto quanto per qualsiasi altra infrastruttura critica aziendale.
Come Axians supporta le aziende
Strategia, architettura e operations da un unico partner
È proprio qui che entra in gioco Axians. In qualità di fornitore ICT a 360°, con oltre 1.000 specialisti in Cyber Security a livello globale e una solida presenza sul mercato svizzero, Axians accompagna le aziende dall’analisi strategica iniziale alla progettazione dell’architettura, fino alla gestione operativa continua. Il supporto è garantito da un Security Operations Center certificato ISO 27001 e da un portafoglio modulare di servizi che si integra facilmente nelle strutture esistenti.
L’approccio è basato sul rischio: governance, architettura e operations vengono riunite in un unico modello, sia per gli ambienti IT e OT tradizionali sia per l’utilizzo sicuro e controllato dell’intelligenza artificiale. In questo modo, le misure vengono implementate esattamente dove possono generare il massimo impatto e il maggior valore in termini di sicurezza.
MARTIN BUCK
Head of Information Security & Consulting Services, Axians BNC AG